Osservatorio

L’idea di creare un Osservatorio sull’acqua e i beni comuni nasce dall’esperienza decennale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Un’esperienza che ha prodotto saperi, competenze e forme di partecipazione che costituiscono uno straordinario patrimonio culturale, sociale e politico capace di prospettare un’alternativa ai processi in corso di privatizzazione e finanziarizzazione dell’economia e della vita stessa su scala globale.

Il conflitto in atto, in Italia e nel mondo vede da una parte il modello neoliberale che, per potersi perpetuare, ha la necessità di consegnare al mercato l’intera vita delle persone, mercificando e privatizzando tutti i beni e i servizi; dall’altra vi sono le mobilitazioni sociali che, attraverso la costruzione collettiva del nuovo paradigma dei beni comuni, praticano la sottrazione di questi beni e servizi al terreno della finanziarizzazione, rivendicandone la riappropriazione sociale.

Per questo, pur avendo il suo baricentro sul tema dell’acqua, l’Osservatorio prevede la progressiva estensione della propria attività all’intera tematica dei beni comuni, come strumento di analisi, documentazione e riflessione su questo nuovo paradigma e sulle potenzialità di trasformazione sociale che il suo dispiegamento implica; così come una nuova e approfondita analisi del welfare state, delle forme di gestione pubblica e partecipativa dei servizi pubblici e del modello dell’autogestione così come delineatesi nei movimenti sociali.

Inoltre, l’Osservatorio intende rivolgere lo sguardo alle forme partecipative messe in atto nelle pratiche dei movimenti sociali, negli esperimenti a livello di enti locali, nella costruzione di vertenze territoriali, proponendosi il coinvolgimento di questi stessi movimenti nella sua realizzazione, perché non esiste una realtà oggettiva da indagare, ma una pluralità di esperienze collettive da conoscere, intrecciare, far camminare assieme.

Infine, poiché ciò che avviene in Italia sul terreno dell’acqua e dei beni comuni, non è avulso da un più ampio contesto, l’Osservatorio vuole inserire la propria attività dentro un orizzonte più ampio, europeo e internazionale.